Focalizzare

Mettere a fuoco qualcosa: idea metaforicamente pregnante.

Mettere a fuoco significa percepire con chiarezza, isolare i dettagli importanti separandoli da quelli insignificanti. La società contemporanea sembra proporre l’esatto contrario, una costellazione di distratti contenuti che, sommati, restituiscono la percezione di realtà imprecise, nebulose, appunto sfocate.

La nostra esistenza è piena di azioni poco importanti, di perdite di tempo, di complesse procedure organizzative che producono solo tedio. Quante cose facciamo senza averne minimamente messo a fuoco il contenuto. Pensiamoci, ogni tanto.

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Alla Parola Pianeta

Quando penso alla parola “pianeta” non mi viene in mente solo l’ecosistema globale terrestre e i vari protocolli istituiti dai governi, abbastanza goffamente, per tutelarlo. Mi viene in mente un’idea più astratta, avente a che fare con una sorta di metafora: tutto ciò che mi riguarda e che non conosco.

Ogni giorno dovremmo imporci la conoscenza creativa di qualcosa che del nostro pianeta non conosciamo direttamente. Non è una banale questione di viaggi o escursioni: la maggior parte dei turisti fugge semplicemente dalla quotidianità. Si tratta invece di conoscere mondi nuovi che possono integrarsi con il nostro, come in una sorta di confederazione planetaria di fantascientifica memoria.

Un invito a partire. Senza dimenticare il pranzo…

Escursionismo Creativo e Scrittura Selvaggia

Ci sono parole che mi ispirano più di altre. La parola “escursione” è più che mai una di queste. Nella traduzione inglese mi piace ancora di più: hike, una sola sillaba piena della potenza del do it yourself, tipica del cow boy suburbano che abbandona anche solo per qualche manciata di ore i grattacieli delle sue caotiche città, per immergersi nei boschi che furono esaltati da Thoreau.

In questo periodo sto tornando a interessarmi di creatività e scrittura, approfondendo nella prassi esperienziale le parole pronunciate da Natalie Goldberg nel suo storico Writing Down the Bones Freeing the Writer Within, noto in Italia col titolo di Scrivere Zen. In fondo, anche gli esercizi di addestramento alla scrittura sono delle vere e proprie escursioni; più precisamente escursioni nella nostra mente selvaggia. Peccato che l’editoria italiana abbia sostanzialmente dimenticato questa straordinaria autrice. Mi piacerebbe molto vedere in libreria titoli come Wild Mind o Thunder and Lighting.

Perché l’Uomo Crea (1968) e Altri Due Apporti su Saul Bass

C’è poco da fare: il passato, lontano dalle pastoie della grande rete globale, era tendenzialmente molto più creativo (e ci sapeva certamente coccolare di più). I tardi anni Sessanta tornano a noi con questo divertentissimo e arguto cortometraggio che vede la partecipazione di Saul Bass, straordinario designer, noto per i suoi celebri titoli di testa di altrettantie perle cinematografiche.

Degni di nota anche questi altri due video più monografici sulla figura di Bass. Si respira, in quesi apporti dal sapore vagamente retrò, un senso della narrazione e delle idee, come dire, molto più profondo e aperto al giocoso, alle poche cose semplici assemblate ad arte per elaborarne di più grandi.

La Rilevanza Antidemocratica dell’Irrilevante: (Breve Esternazione)

L’aggettivo irrilevante illustra molto bene la nostra civiltà contemporanea. Le informazioni che vengono vendute come cruciali e macroscopicamente degne di essere conosciute sono, in realtà, del tutto irrilevanti. Pensiamoci un secondo. Il premier dice che l’economia sta ripartendo e che bisogna essere ottimisti e volerci tanto bene. Ma cosa vi aspettavate, che, se ci fosse stato da dirlo, o da ammetterlo, avrebbe mai (potuto) affermare che siamo nel mezzo di una crisi ormai cronicizzata?

L’informazione ha solo due consegne: la prima, generare emozioni nelle persone emozionabili con poco; la seconda, sedare ogni pensiero critico e approfondito. La cultura dell’irrilevante diventa allora fondamentale. Internet non è da meno. Tutti quei “like” disseminati arbitrariamente, tutte quelle amicizie strette con perfetti sconosciuti che nulla avranno a che fare con la nostra esistenza, tutti quei tag, o hashtag, tanto per conquistare i quindici milliseconti di notorietà.

Lo diceva Battiato già nei profondi anni Ottanta. A questo punto, salverei veramente chi non ha voglia di far niente e non sa fare niente…

Foglie e Poesie: Prompt e Fascinazione dall’Ottocento Letterario

C’è qualcosa di profondamente ottocentesco e poetico della parola “foglia”, basti pensare alla celeberrima raccolta Foglie d’Erba di Walt Whitman, ma anche ai grandi poeti della natura, Emerson e Thoreau. Alberi, boschi, e appunto foglie. La stessa poesia delle origini sarà molto probabilmente stata scritta su un supporto simile a una foglia. Pensiamo solo ai papiri degli scribi egizi.