X-Files e il Primato Narrativo del Vintage Televisivo

Un incontro perfetto? Non ho alcun dubbio. Se dico Fox Mulder e Dana Scully, voi che mi dite?

5871b_fx-xfiles-b-tcftd-all-rights-reservedPerché X-Files è una serie televisiva grandiosa? Semplice: perché è esattamente quel che dice di essere, con pochissimi elementi semplici, essenziali, e straordinariamente “seriali”, nel senso di positivamente ripetitivi nella struttura di ciascun episodio.

Avete presente le interminabili uscite filmiche degli X-Men (guarda caso, assonano, ma solo in superficie)? Ebbene. Perché mi fanno sostanzialmente schifo? La ragione replica la banale considerazione di cui sopra: NON SONO FUMETTISTICI. Ovvero: Si presentano come film che derivano da comics, ma nulla hanno del fumettismo che li ha generati. Se li osserviamo ci rendiamo conto che la parte “di genere” è in realtà un contorno allo psicodramma spicciolo che viene di volta in volta snocciolato. Non per niente, se lo notate, la componente effettistica è sempre più sacrificata rispetto al banale adagio “X-man di turno uguale emarginato sociale”, punto, fine, stop. Questa cosa, tanto per fare un esempio noto, non accadeva minimamente nella serie dei Men in Black, che invece conservava una verve fumettistica pazzesca.

Ecco, X-Files – giova comunque ricordarlo, serie nata in un momento che ancora risentiva delle estetiche “narrative” degli anni Ottanta – è grande perché riesce a mantenere la barra di comando ben dritta nella tradizione seriale americana televisiva (ricordiamo Alfred Hitchcock Presenta, Ai Confini della Realtà, eccetera…), unendola a due personaggi semplici, composti, senza recitazioni urlate (quei Librarians, per favore, fateli tacere) e senza scivoloni nella sit-com.

La struttura delle puntate è assolutamente statica, e riconosciamo uno stile perfettamente funzionale al racconto nel suo genere, che, ricordiamolo, è il fantastico. Una quieta esposizione di fatti strani, una prima sequenza di investigazioni, un fatto che determina una svolta, uno sviluppo, una risoluzione finale con elementi di apertura, finale a sorpresa o ambiguità. Cose semplici, essenziali, perfettamente funzionanti.

Dalle 17.30 so cosa guardare…

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