Dalla Costellazione Asiatica

Il quadro porge ora
il profilo di Asia: il suo carattere
cinematico, ritagliato su carta verde e azzurra.
Salpano silenziose le navi di giunco.
Io le amo scrutandole tra i rami
di questa foresta di simboli.
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Synthpop in Lontananza

Deep ambient electronic, experimental and space music. Music for getting lost in space, or just exploring. Tracks with a tempo usually too slow for Space Station Soma, but too fast for Drone Zone.

deepspaceone-400Risveglio delicato all’interno dell’osservatorio. Dose quotidiana di ottima caffeina con soja vanigliata e carboidrati in forma di fiocchi. Un po’ di scrittura davanti agli apparati di controllo, accompagnato dalle carezze sonore di SomaFM Deep Space One.

Puntando verso la costellazione dei profondi anni ottanta, per molti versi ancora inesplorata, rilevo tracce di originali clonazioni dei Depeche Mode. Degne di profondo rispetto e ammirazione.

Dandy Liquid Night

Cielo scuro con fiocchi di nubi grigiastre cariche di umidità. Pioggia alterna, ora fitta, ora rada. Lavorato a lungo al ritmo di Space Station, molto stimolante per cadenzare quella sorta di stop motion mentre si usano le mani. Vari viaggi in tramvai. Poi, nell’oscurità, rituali di idratazione estrema con intrugli di tuberi, agrumi, verdure e zenzero, nonché classici aperitivi con ghiaccio.

magritte

René Magritte e Fantômas.

Stasera l’osservatorio punta verso la coltre nebulosa degli anni settanta italici, con frequenze di misteri di fine Ottocento francese: insomma, la figura persistente e avanguardistica di Arsène Lupin, gentile e raffinato come caratteristico di certi telefilm, dunque sorta di rovescio della medaglia di Fantômas, ma dal medesimo fascino oscuro. Una compagnia garbata per le mie serate tra led luminosi ed echi da galassie che nella notte mi bisbigliano all’orecchio.

 

Stazione Spaziale e Pioggia Blu

spacestation-400La notte, impregnata di pioggia ventosa e gelida, ha questa mattina lasciato spazio a un cielo bluastro e carico di nuvole ancora umide. Aggiungo nella macchina dei suoni dell’osservatorio un nuovo codice, arrivatomi dallo spazio profondo per non so quale ispirazione.

Una stella gemella, si direbbe, di altre frequenze della profondità che già vibrano nel congegno; ma più punteggiata, più downtempo, insomma solleticante, per dare un pizzico di calore a questi profili di palazzi di vetrocemento. Cullato dalle pulsazioni di SomaFM Space Station vi auguro buona giornata. Broadcasting from geostationary orbit to listeners here on Earth and throughout the solar system…

Tram Tram con Asia Ice Cream

Per spostarmi lungo i meandri della città uso il tramvai, e all’interno del tramvai mi capita spesso di essere lungamente osservato da ragazze ventenni piuttosto carine. Mi suscitanto pensieri edificanti.

imgg

A parte questo, oggi ho notato, vicinissimo rispetto all’osservatorio, un nuovo negozio gestito da asiatici. A rigore sarebbe una di quelle schifezze per adolescenti dove vendono bicchieroni di bubble tea, bibite piene di zuccheri dentro le quali navigano delle particelle di plastica ripiene di succhi altrettanto stomachevoli, una trovata che sembra arrivare dall’India, anche se fatico a crederci. Tuttavia in questo fanno anche gelati.

Insomma, entro e mi faccio fare un gelatino al caffè. La tipa che mi serve, cinese, appare molto impacciata. Il tipo che la segue al bancone, cinese, mi dice che è nuova. Io sorrido. Lui sorride. Io prendo il gelato e faccio per pagare. Lui mi chiede se mi piace il gelato. Dico di sì. Lui mi richiede se mi piace il gelato. Ribadisco che mi piace, altrimenti non l’avrei comprato. Lui mi chiede se posso assaggiarlo direttamente davanti a lui, perché — cito testualmente — questo gelato è fatto da italiani e loro non sanno bene se sia buono o meno.

Ripresomi dal disappunto lo assaggio davanti a tutti. Sì, è buono, molto buono, dannatamente buono.